lunedì, 24 Gennaio 2022

Arriva il drone del Gruppo CAP che analizza i nutrienti del suolo per preservare l’acqua di falda

Frutto di una sinergia industriale internazionale che vede, oltre al Gruppo CAP, il gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, partner del calibro dell’Istituto Fraunhofer di Berlino, il Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università Statale di Milano e la Cascina sperimentale Baciocca, arriva il progetto che punta a dare vita a un nuovo sistema di “fertirrigazione”, per monitorare e analizzare le prestazioni e l’efficienza delle coltivazioni, grazie ai nuovi sistemi dell’agricoltura di precisione, ma anche a preservare la qualità dell’acqua della falda che potrebbe essere danneggiata a causa di un eccessivo o inappropriato impiego di fertilizzanti chimici.

La sperimentazione è stata effettuata nelle scorse settimane su una delle aree agricole del Comune di Cornaredo, ed ha permesso di raccogliere i primi dati che saranno analizzati e serviranno come base di studio per procedere, nei prossimi mesi, a un nuovo test sul campo. Il vantaggio competitivo della tecnologia sviluppata da Smart Cloud Farming è razionalizzare l’utilizzo di fertilizzanti e concimi chimici, consentendo agli agricoltori di intervenire soltanto sui terreni in cui è realmente necessario, per tutelare la qualità del suolo e delle colture, ma anche le falde acquifere dalla contaminazione di sostanze dannose.

“Se vogliamo innovare il settore idrico e renderlo sempre più sostenibile dobbiamo pensare a sviluppare nuovi processi e tecnologie che stanno alla base dell’attività agricola, al quale vengono destinate il 51% delle risorse di acqua che preleviamo dall’ambiente (Fonte: Blue Book 2019) e che ritornano solo in parte nelle nostre riserve acquifere. Questa innovativa tecnologia permette di analizzare grandi superfici di terreno in tempi brevi, accelerando i tempi di monitoraggio delle componenti del suolo riducendole da qualche settimana, come capita con le classiche analisi di laboratorio, a qualche ora”, commenta Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP.

Come si legge in una nota tecnica, tutto ciò “grazie a un processo tecnologicamente molto avanzato, che utilizza un drone equipaggiato con una camera “iperspettrale”, capace di scansionare il terreno sul quale sta volando sia nel campo visibile sia nell’infrarosso. In questo modo, Smart Cloud Farming mira a creare una correlazione tra la risposta del sensore e l’indice NPK (che indica il quantitativo dei principali elementi nutritivi: azoto-fosforo-potassio), un parametro utile per aiutare gli agricoltori a dosare in maniera controllata le sostanze fertilizzanti, mettendo in atto quindi un approccio di coltivazione di precisione”.

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