sabato, 10 Dicembre 2022

Arrestati 18 scafisti: pronti a gettare in mare i migranti in caso di necessità

(Immagine di repertorio - AP Photo/Lefteris Pitarakis)

Nelle intercettazioni di telefonate scambiate tra di loro, c’era anche spiegata bene l’eventualità di buttare in mare di migranti, i diciotto scafisti arrestati nelle scorse ore tra Caltanisetta e Gela, dal cui porto salpavano per andare a prendere gente in fuga dalla Tunisia. Costo di ogni traversata della speranza: dai 3mila e 500 ai 5mila euro a persona, da pagare in contanti.

L’approdo sicuro sulle coste agrigentine della Sicilia, tra Gela e Licata, rimaneva tutto da vedere, perchè in caso di bisogno, un’avaria o controlli imprevisti da parte delle autorità, gli scafisti non avrebbero esistato a disfarsi in mare del loro carico umano.

La Polizia di Caltanisetta ha messo fine all’attività di immigrazione clandestina di undici tunisini e sette italiani: dodici sono stati accompagnati inm carcere, sei sono stati posti agli arresti domiciliari. Tra loro chi accompagnava i migranti, chi disponeva le traversate, chi riparavano le imbarcazioni danneggiate. Le indagini dell’operazione denominata “Mare Aperto”, sono partite dal furto di una barca dal porto di Gela.

Arrestati 18 scafisti: pronti a gettare in mare i migranti in caso di necessità

Nelle intercettazioni di telefonate scambiate tra di loro, c’era anche spiegata bene l’eventualità di buttare in mare di migranti, i diciotto scafisti arrestati nelle scorse ore a Gela, dal cui porto salpavano per andare a prendere gente in fuga dalla Tunisia. Costo di ogni traversata della speranza: dai 3mila e 500 ai 5mila euro a persona, da pagare in contanti.

L’approdo sicuro sulle coste agrigentine della Sicilia, tra Gela e Licata, rimaneva tutto da vedere, perchè in caso di bisogno, un’avaria o controlli imprevisti da parte delle autorità, gli scafisti non avrebbero esitato a disfarsi in mare del loro carico umano.

La Polizia di Caltanisetta ha messo fine all’attività di immigrazione clandestina di undici tunisini e sette italiani: dodici sono stati accompagnati in carcere, sei sono stati posti agli arresti domiciliari. Tra loro chi accompagnava i migranti, chi organizzava le traversate, chi riparava le imbarcazioni danneggiate prima di un nuovo viaggio. Le indagini dell’operazione denominata “Mare Aperto” sono partite dal furto di una barca dal porto di Gela.

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