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Aria irrespirabile a Milano: il Codacons si appella ad azioni concrete anti inquinamento

Smog a Milano: aria irrespirabile. Sfiorata la barriera dei 50 g/m3 di PM10, negli ultimi giorni. Nonostante gli appelli alla politica, si continua a morire. Con questi spunti di partenza è stata diffusa nelle scorse ore dal Codacons una nota, che spiega la situazione relativa all’inquinamento dell’aria a Milano, e in Lombardia. Più precisamente, la nota associazione ha deciso di continuare a parlarne, per tenere viva l’attenzione sul problema finché non si trovano soluzioni adeguate alle criticità anche di salute pubblica.

Come si legge in una nota del Codacons: “Che cosa si sta davvero facendo in Regione e nei Comuni lombardi per combattere l’inquinamento atmosferico? Ancora oggi dobbiamo leggere sui giornali che a Milano l’aria è di nuovo irrespirabile, dopo il quarto giorno consecutivo di sforamento della barriera dei 50 µg/m³ di PM10, con una media provinciale di 77,4 µg/m³. E intanto, nel quasi silenzio generale della politica e delle istituzioni a Milano ed in Lombardia ci si continua ad ammalare e morire di inquinamento atmosferico.

Secondo lo studio del Global Health Institute di Barcellona e del Tropical and Public Health Institute svizzero, pubblicato su The Lancet Planetary Health, Milano risulta essere la tredicesima città in tutta Europa per il tasso di mortalità dovuto al PM 2.5 (senza contare che prima e seconda sono Brescia e Bergamo) per un totale di 3.967 morti ogni anno evitabili che sale a 5.290 se la città fosse stata la più “pulita” d’Europa. Ma non basta. Nella classifica stilata in base al NO2 Milano è addirittura quinta in tutta Europa nella graduatoria, che causano 103 morti evitabili, 2.271 con aria pulita”.

“Non si può più girare la testa dall’altra parte davanti a questi numeri drammatici, parliamo di persone che ogni anno perdono la vita perché respirano un’aria inquinata, frutto di una politica ambientale ancora insufficiente, che non tutela il singolo. Di queste cose purtroppo se ne sente parlare troppo poco, ma è una vera e propria tragedia, e la cosa che fa ancora più arrabbiare è che si tratta di una tragedia evitabile se venissero attuati accorgimenti a tutela del cittadino. Quanto ancora la politica potrà girare la testa dall’altra parte? Quanto ancora la Procura della Repubblica potrà ignorare le responsabilità per queste migliaia di morti che si verificano ogni anno? Quello che è certo è che noi ne continueremo a parlare finché il trend non si invertirà”, afferma il presidente nazionale dell’associazione, Marco Donzelli.

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