Approvato il primo Piano di Zona dell’Alto Milanese

L’assemblea dei sindaci ha dato il via libera al documento di programmazione sociale 2019-2020 che comprende gli ambiti del Legnanese e del Castanese e riguarda quasi 260mila abitanti. Minori e famiglie, casa, politiche del lavoro, disabilità, contrasto alla povertà e integrazione le aree di intervento

Come diffuso in una nota, è stato approvato all’unanimità il primo Piano di Zona che riunisce gli ambiti del Legnanese e del Castanese.

Il nuovo ambito è nato in ottemperanza alla normativa regionale che prevede una popolazione non inferiore agli 80mila abitanti; requisito posseduto dal Legnanese (oltre 188mila abitanti), ma non dal Castanese (70mila).

“Il Castanese aveva la necessità di aggregarsi a un altro ambito, ma noi, in quasi un anno e mezzo di lavoro, abbiamo trasformato quello che sembrava essere un mero adempimento normativo in un’opportunità di condivisione di esperienze che derivano da storie differenti. L’accordo di programma approvato dai sindaci, che dovrà essere ratificato da tutte le ventidue amministrazioni e che è frutto del confronto con le forze sindacali e gli esponenti del Terzo settore, è il punto di partenza di un lavoro che guarda ai bisogni dei cittadini di un ambito più vasto, interessato da problemi complessi che richiedono risposte sempre più specifiche e mirate per essere efficaci”, spiega Carla Picco, presidente dell’ambito distrettuale Legnano Castano Primo e sindaco di Magnago.

Il Comune di Magnago sarà l’ente capofila; le due aziende sociali, del Legnanese e del Castanese, manterranno la loro autonomia operativa e Azienda SO.LE. gestirà la fase tecnico-amministrativa di introito delle risorse finanziarie.

“La stesura del piano è partita dall’analisi dei bisogni del territorio, una ricognizione che è fondamentale per studiare le misure di intervento più idonee”, precisa Franca Meraviglia, presidente del Tavolo politico del Legnanese, nonché assessore ai Servizi sociali di Canegrate.

Novità assoluta è il tema del lavoro, da affrontare nei termini delle politiche attive e da connettere agli accordi del welfare integrativo, attivati in questi mesi sul territorio. Gli altri due obiettivi strategici del piano sono l’avvio di un percorso finalizzato al raggiungimento nei ventidue Comuni dell’ambito dell’uniformità di regolamenti, criteri di accesso e tendendo nel tempo a uniformare anche le soglie ISEE, quindi lo sviluppo di un processo di accreditamento omogeneo su entrambi i territori, e la condivisione dei sistemi di valutazione della qualità degli interventi in essere.

print