Riscontrata per la prima volta in Europa nel 2017, in un’area pubblica di Cerro Maggiore, quest’anno la presenza della Takahashia japonica, parassita di origine asiatica, riconoscibile per i caratteristici anelli bianchi cotonosi (i cosiddetti ovisacchi), che contengono le forme giovanili dell’insetto e che si attaccano ai rami, è già stata riscontrata in più aree verdi urbane del Nord d’Italia, ed anche nell’Alto Milanese.
Come spiegato da AMGA Spa in una nota, in queste ultime settimane all’Ufficio Verde pubblico del Comune di Legnano sono arrivate numerose segnalazioni di cittadini, in merito alla presenza nelle proprietà private così come nelle aree verdi pubbliche.
“Più comunemente conosciuto come cocciniglia, il parassita quest’anno sembra essere comparso in anticipo, rispetto alle passate stagioni: le prime segnalazioni risalgono, infatti, al mese di aprile e non soltanto nella nostra zona e in tutta la provincia di Milano, ma anche in quelle di Como, Monza Brianza e Varese.
Estremamente polifago (riesce, infatti, ad attaccare molte specie vegetali, così come piante di elevato valore ornamentale), questo parassita è sotto il costante monitoraggio del Servizio Fitosanitario della Regione Lombardia, che continua a mantenere una posizione di cauto ottimismo, spiegando che le piante colpite non riporterebbero particolari danni: ad oggi non risultano casi di morìa di esemplari pubblici riconducibili alla sua azione, ma certo è che la presenza di popolazioni particolarmente numerose causa, nel tempo, una disseccamento a livello dei rami. Aceri, bagolari, carpini, gelsi, liquidambar e olmi sono tra le specie più colpite nella nostra regione”.
Le squadre di AMGA addette alla manutenzione del verde pubblico hanno dato corso, già nel mese di marzo, agli interventi di lotta biologica, utilizzando i cosiddetti “prodotti di copertura”, speciali emulsioni non tossiche che, spruzzate sulle piante quando le fioriture non sono ancora in atto, ricoprono i parassiti, creando una sorta di pellicola che va a debellarli per asfissìa. Tali prodotti sono applicati con tecniche a bassa pressione per ridurre il più possibile eventuali effetti “di deriva” (ossia di spargimento sulle altre parti della pianta).
Del resto, ad oggi, non sono disponibili prodotti chimici specifici ufficialmente testati e riconosciuti come efficaci contro la cocciniglia.
Insieme agli uffici comunali, AMGA sta monitorando costantemente la situazione, in attesa di eventuali indicazioni operative da parte degli enti competenti, tra cui il Servizio Fitosanitario della Regione Lombardia.
Chi volesse segnalare la presenza della cocciniglia, può farlo scrivendo all’indirizzo e-mail infofito@regione.lombardia.it, allegando fotografie della pianta infestata e indicando il Comune in cui è presente.
Segnalare tempestivamente, possibilmente prima che gli anelli siano già pienamente formati, resta l’unico modo per realizzare interventi efficaci.

















