Ricorre oggi, lunedì 15 giugno, il 100esimo anniversario della nascita di Alberto Sordi, indimenticabile attore italiano.
E’ molto cambiata oggi quella via San Cosimato al civico 7, nel rione di Trastevere a Roma, dove Alberto Sordi è nato il 15 giugno del 1920: gli abitanti della sua generazione non ci sono più, a ricordare il popolarissimo e amatissimo attore romano una targa sul muro della casa.
Figlio di un maestro di musica e di una maestra, Alberto Sordi iniziò a pensare al mondo dello spettacolo studiando canto lirico entrando a far parte del coro della Sistina grazie alla sua voce di basso naturale.
Ma era il cinema la vera vocazione di Sordi fin dalla più giovane età, tanto che a 17 anni partecipò e vinse un concorso promosso dalla Metro Goldwin Mayer nel 1937, che cercava un doppiatore italiano per “Ollio”, Oliver Hardy.
Alberto Sordi iniziò con una fortunatissima carriera di doppiatore a muovere i primi passi nel mondo del cinema e dell’etere, con personaggi rimasti immortali nell’immaginario collettivo come Mario Pio, il compagnuccio della Parrocchietta e il Conte Claro, alcuni proposti inizialmente alla Radio nell’immediato Dopoguerra.
Respinto dall’ Accademia dei Filodrammatici di Milano per il suo accento troppo romanesco, fu invece oggetto di interesse da parte di Vittorio De Sica che lo scritturò per “Mamma mia, che impressione”, e di Federico Fellini che lo volle protagonista del suo film d’esordio “Lo sceicco bianco”.
Inizia così il mito di questo straordinario attore che incarna in più di 152 film i vizi e le virtù degli italiani, dal Dopoguerra ai giorni nostri, spesso portando ironia e sarcasmo anche nelle situazioni più difficili e complesse.
Lavora con i più grandi registi del cinema italiano, Fellini, De Sica, Monicelli, Comencini, Risi con pellicole indimenticabili come “La grande guerra”, “Tutti a casa”, “Una vita difficile” accanto all’indimenticabile Lea Massari, “Il medico della mutua”, “Lo scopone scientifico” accanto a Claudia Cardinale, “Un borghese piccolo, piccolo” e tanti altri grandi capolavori raccolti negli anni ’80 nella fortunatissima produzione “Storia di un Italiano” che ha regalato agli spettatori un vero e proprio spaccato del Paese che cambia, cresce ed evolve culturalmente e socialmente.
Alberto Sordi piace, l’Italia si innamora del personaggio dell’italiano medio, un piacione sconclusionato spesso alla ricerca di scorciatoie ed espedienti, vigliacco e debole, ma in fondo in fondo che non abbandona mai quei piccoli sani principi della società italiana, fatta di antieroi spesso contraddittori.
Numerosissimi i premi ricevuti nel corso della sua lunghissima prestigiosa carriera, per citarne alcuni il Leone d’Oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1995, l’Orso d’argento al Festival di Berlino come il miglior attore per il film “Detenuto in attesa di giudizio” nel 1972, sette David di Donatello cui si aggiungono due premi alla carriera e diverse targhe e menzioni, sei nastri d’argento, cinque globi d’oro, diversi premi internazionali e premi in molte manifestazioni cinematografiche italiane, oltre a moltissime menzioni e nomination.
Il prossimo settembre la sua casa-fondazione aprirà le porte ad una grande mostra a lui dedicata.
Le reti nazionali televisive dedicheranno in questi giorni al centenario dell’indimenticabile mattatore una serie di film, occasione per i più giovani che potranno scoprire la comicità sempre attuale dell’”Albertone nazionale”.
Silvia Ramilli


















