Albero di Natale vero o finto? Ecco il dilemma di stagione

(Foto da web - Altervista)

Eco friendly o di plastica colorata? Qual è l’albero più adottato dagli italiani?

Come da tradizione sono questi i giorni in cui nelle case si provvede alla decorazione dell’albero di Natale, per molti un appuntamento irrinunciabile proprio durante il Ponte dell’Immacolata.

Ma come orientarsi per rispettare l’ambiente e non rinunciare ad un simbolo delle feste, tanto caro soprattutto ai bambini?

Diverse da anni le correnti di pensiero: un abete vero crea la giusta magia, fresco e profumato nei salotti dove può durare diverse settimane; finto è quello che si compra ovunque, pratico, finite le feste si smonta e diventa quello “di casa”, che spesso accompagna per anni il Natale di tante famiglie.

Pro e contro dal punto di vista dei gusti e delle abitudini, pro e contro secondo l’idea di rispetto dell’ambiente e tutela del patrimonio arboreo.

Tra le novità nelle discussioni di questi giorni sulla questione, è il fatto che gli abeti veri sono più ecosostenibili di quelli finti. Gli alberi freschi sono spesso cime di abeti più alti, potati con metodiche che fanno persino bene alle piante, mentre gli alberelli finti sono spesso prodotti con plastiche di dubbia qualità, in grado di rilasciare negli ambienti sostanze tossiche, come il cloruro di polivinile, che può contenere piombo, come da recenti analisi.

Eppure indagini condotte da Coldiretti e Codacons parlano di più alberi finti, che veri: quasi il 65%, perché molte persone si sono dette preoccupate all’idea di tagliare alberi per Natale.

Forse non tutti sanno che un albero vero, se acquistato in un centro green specializzato è garanzia di qualità per le persone ma anche di rispetto per l’ambiente, perché i vivai sono “rimpolpati” periodicamente.

(A ciascuno il suo: oggi mancano quindici giorni a Natale).

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