Avrebbe compiuto 90 anni il 7 agosto, Sergio Fantoni, uno di quegli attori che hanno fatto della recitazione un elogio all’eleganza e alla raffinatezza.
Amatissimo dai più grandi registi, come Luchino Visconti, Roberto Rossellini, Giorgio Strehler, Damiano Damiani, Giuliano Montaldo, Anton Giulio Majano, Giuseppe Patroni Griffi, Fantoni cedette negli anni del “boom” alla corte serrata di Hollywood, accrescendo anche oltre Oceano la propria popolarità.
Attore teatrale, cinematografico e televisivo, grande doppiatore di divi come Marlon Brando, al quale prestò la calda voce in “Apocalypse Now”, Henry Fonda, Ben Kingsley.
Interprete popolarissimo di grandi sceneggiati televisivi, in scena fino a pochi anni fa con l’ultima interpretazione nella fortunatissima serie “Il Commissario Montalbano”, nell’episodio “La voce del violino.”
Di bell’aspetto, Fantoni fu notato presto in gioventù dal mondo del cinema e incoraggiato da maestri del calibro di Luchino Visconti, ad approdare e tentare la sorte a Cinecittà, sorte che gli fu favorevole e lo portò a recitare in capolavori come “Senso”, quindi a teatro con i classici shakespeariani, le opere di Pirandello, Beckett, O’Neil, Arthur Miller, Goldoni.
Nella sua lunghissima carriera, soprattutto teatrale, è stato anche regista, maestro di recitazione, tecnico del doppiaggio, traduttore dei copioni che portava sulle scene.
Amatissimo dal pubblico, che si identificava nei suoi più famosi personaggi che caratterizzava con forza e profonda umanità.
S. R.


















