Si è spento due giorni fa all’età di 88 anni all’ospedale San Raffaele di Milano Enzo Mari uno dei massimi rappresentanti del design italiano nel mondo.
Classe 1932, nato nel novarese ma milanese d’adozione, fin dal 1952 quando studente scelse l’Accademia delle Belle Arti a Brera.
Cinque volte vincitore del Compasso d’oro (l’ultimo ricevuto carriera nel 2011), esponente dei movimenti d’avanguardia del mondo del design entra a far parte del gruppo “Arte cinetica” dove incontra Bruno Munari , che influenzerà parte della sua opera futura.
Fortemente convinto che gli oggetti debbano essere creati per la piena soddisfazione della gente comune, Mari collabora con le maggiori aziende italiane del settore come Danese, Zanotta, Alessi, Rexite, Driade, Olivetti, Artemide, Ideal Standard, Flou, Robots .
Mari porta l’eccellenza del Made in Italy in tutto il mondo testimoniando quanto il design italiano e la città di Milano siano sempre più leader nel settore, e al Comune di Milano dona l’archivio con la sua attività dal 1952 al 2015.
La scorsa settimana la Triennale ha inaugurato “Enzo Mari curated by Hans Ulrich Obrist with Francesca Giacomelli“, una retrospettiva per raccontare gli oltre 60 anni di attività del maestro del design italiano del ‘900.
“Un gigante del design italiano del Novecento, un artista di fama mondiale, creatore di icone leggendarie, un maestro che con la sua riflessione teorica ha formato generazioni di designer. Milano lo ricorderà sempre”, il saluto del sindaco Giuseppe Sala.
Ieri, da un giorno dalla scomparsa di Mari, si è spenta anche sua moglie, anche la curatrice e critica d’arte Lea Vergine, sua compagna fino all’ultimo.
Silvia Ramilli



















