Si è spenta all’età di 87 anni a Nemours, in Francia, dove viveva da tempo, assistita dai figli l’attrice Claudia Cardinale.
Con lei se ne va una delle ultime vere dive del cinema italiano, una donna che ha attraversato il Novecento con la forza della verità, portando sullo schermo un’idea di femminilità intensa, libera, indomabile.
La sua vita è stata un film più grande dei film che ha girato, e ne ha lasciati molti, tra i più importanti della storia culturale italiana.
Nata il 15 aprile 1938 a Tunisi da una famiglia siciliana, Claudia Cardinale arriva al cinema quasi per caso, dopo aver vinto un concorso di bellezza a 19 anni.
Si trasferisce in Italia e inizia subito a lavorare con i grandi: Visconti, Fellini, Bolognini, Zurlini.
La sua bellezza era già magnetica, ma non bastava, la Cardinale sapeva stare davanti alla macchina da presa con un’intensità che bucava lo schermo, semplicemente vera.
I film che hanno costruito il suo mito sono titoli fondamentali del cinema mondiale: Il Gattopardo di Luchino Visconti, 8½ di Federico Fellini, C’era una volta il West di Sergio Leone, La ragazza con la valigia di Valerio Zurlini, Il bell’Antonio di Mauro Bolognini, La ragazza di Bube di Luigi Comencini, La pelle di Liliana Cavani.
Ha lavorato in Francia, in Germania, a Hollywood sempre senza perdere la propria identità, sempre fedele a un’idea di recitazione che anteponeva la donna al personaggio.
La sua vita privata è stata segnata da ferite profonde e amori complicati.
A 17 anni fu vittima di violenza e da quella violenza nacque il suo primo figlio, Patrick, che crebbe in segreto per proteggerlo.
Il primo grande amore fu il produttore Franco Cristaldi, che la trasformò in star ma anche in una donna sotto controllo.
Si sposarono in segreto, ma il rapporto era sbilanciato, quasi professionale; quando finì, Claudia riprese in mano la sua libertà, ma non senza conseguenze: Cristaldi, uomo potente, la fece tagliare fuori da molti set.
Fu in quel periodo che conobbe il regista Pasquale Squitieri, che sarebbe stato il compagno della sua vita e padre della sua seconda figlia, Claudia.
Con Squitieri visse un amore vero, ma anche la stagione più difficile per la sua carriera, il mondo del cinema la mise in pausa.
Tra il 1973 e il 1977 lavorò pochissimo: troppe pressioni, troppi veti, troppe porte chiuse, ma Claudia non si piegò mai, tornò in grande stile con Gesù di Nazareth di Zeffirelli e ricominciò a scegliere i suoi ruoli con cura.
Negli anni Duemila smise del tutto, e scelse di rallentare, con poche apparizioni, spesso in produzioni indipendenti o internazionali, e la voglia di proteggere se stessa e la sua storia dal circo mediatico.
Non ha ceduto alla chirurgia, non ha rincorso la nostalgia, è invecchiata con grazia e con quella voce roca e profonda, suo segno distintivo rimasta la stessa fino alla fine.
Claudia Cardinale è stata l’Italia che affascinava il mondo, ma anche l’Italia che sapeva soffrire e resistere.
Un simbolo, una presenza, l’incarnazione della bellezza ma anche la complessità, il dolore, la lotta, la libertà.
È morta lontano dai riflettori, com’era vissuta negli ultimi anni, con dignità, in silenzio, senza recitare.

















