venerdì, 23 Febbraio 2024

Accusato di revenge porn un imprenditore dovrà rispettare il divieto di avvicinamento alla sua presunta vittima

Il Tribunale Busto Arsizio (Foto da web)

E’ successo nelle scorse ore: Piera Bossi, GIP del Tribunale di Busto Arsizio ha emesso una misura cautelare di divieto di avvicinamento, come richiesto dal PM Carlo Alberto Lafiandra, per un imprenditore di Busto accusato di stalking e revenge porn da una sua dipendente.

Al via gli accertamenti e l’interrogatorio dell’uomo, che in settimana sarà chiamato a spiegare quanto denunciato dalla lavoratrice: nel frattempo, a tutela della vittima, se l’imprenditore tentasse di contattarla o avvicinarla potrebbero scattare per lui misure detentive.

Stando alla denuncia l’imprenditore, sposato e in attesa di un figlio, avrebbe intrecciato una relazione con una giovane dipendente che la ragazza in breve tempo avrebbe deciso di troncare, divenendo vittima di stalking da parte dell’uomo. Questi avrebbe minacciato la donna di pubblicare foto e video dei loro incontri, oltre a pedinarla, infastidirla con numerose telefonate e diffamarla via social.

La situazione ormai insostenibile ha spinto la dipendente a denunciare i fatti che hanno portato il GIP alla decisione di emettere la misura cautelare.

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