E’ accaduto nei giorni scorsi: i Carabinieri del CITES di Roma con i Carabinieri forestali delle province di Lecco e di Sondrio, hanno perquisito l’abitazione di una persona ritenuta responsabile di aver abbattuto due esemplari di ibis eremita, specie protetta.
L’uomo è stato denunciato per uccisione di animali, furto venatorio e detenzione abusiva d’armi. I militari gli hanno sequestrato armi, munizioni, dispositivi informatici e il tesserino venatorio.
Come spiegato in una nota dell’Arma, l’operazione è scaturita da una segnalazione pervenuta qualche giorno prima dal referente del progetto Life 20 NAT/AT/000049 LIFE NBI (reintroduzione in Europa dell’Ibis Eremita) che, dall’osservazione delle anomalie presenti sui tracciati dei GPS apposti sui due animali, ha chiesto supporto ai Carabinieri forestali al fine di accertare le condizioni di salute dei due esemplari.
Dopo varie ricerche, i militari sono riusciti ad rinvenire i soli trasmettitori satellitari riferiti ai due esemplari di ibis eremita, distaccati non accidentalmente. Le indagini successive hanno consentito di ricostruire gli ultimi spostamenti dei due uccelli e di circoscrivere i luoghi del loro abbattimento, fino a risalire al responsabile.
La specie Ibis eremita (Geronticus eremita Linneaus), classificata nella lista rossa della International Union for Conservation of Nature (IUCN) come “in pericolo critico”, è una specie migratrice originaria dell’Europa Centrale scomparsa nel 1600, ed oggetto di recente reintroduzione mediante due progetti Life finanziati dall’Unione Europea.
In tale ottica, i due animali erano dotati di rilevatore satellitare e monitorati costantemente nei loro movimenti. “L’abbattimento dei due esemplari assume, dunque, connotati di estrema gravità a danno dell’intera collettività nazionale ed internazionale poiché le attuali ridotte consistenze numeriche delle popolazioni conferiscono ad ogni esemplare di Ibis eremita un inestimabile valore ecologico”.



















